Sul ciglio della strada

A volte ci si sente deboli.

A volte ci si sente fragili e vulnerabili.

A volte si vorrebbe soltanto sedersi per un po’ sul ciglio della strada, lasciar passare avanti gli altri, rimanere semplicemente lì, seduti a guardare fino al calare del sole dietro gli alberi.

Col viso tra le mani, i gomiti puntati sulle ginocchia.

Piangendo persino un po’, magari, che ogni tanto fa anche bene.

Solo per un po’, non vi preoccupate, poi mi alzo e mi rimetto a camminare.

Solo per un po’.

 

Naturalmente non è possibile farlo davvero.

Proprio no.

Dove la mettiamo, la RESPONSABILITÀ ?

 

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10 commenti su “Sul ciglio della strada

  1. Dilia61 ha detto:

    questo e’ un mio pensiero quotidiano….. la stanchezza e’ sempre tanta…. devo dire che lo applico, tolta la responsabilita’ verso il lavoro che mi da da mangiare… e le minime responsabilita’ di figlia…. sto seduta a guardare sperando che arrivi a prendermi

  2. utente anonimo ha detto:

    Talvolta continuare a camminare sembra impossibile, faticoso, difficile.
    Tutti i sentieri improvvisamente si fanno più impervi. Continuiamo a camminare ma sembra proprio che la forza ci abbandoni.
    Vorremmo fermarci. Vorremmo riposare. Fermarci e riprendere fiato ma quasi increduli continuiamo a camminare perché sentiamo che fermarsi non è possibile. Che fare allora?
    Ci sentiamo fragili, indifesi. Vorremmo fermarci ma abbiamo paura. Si proprio paura. Paura di rimanere indietro, di perdere ciò che continuiamo ad amare. Paura che la vita passi oltre.
    Che fare allora? Non fermarsi ma correre. Dobbiamo correre ed accelerare il tempo. Accelerare il tempo ed accorciare quello della nostra fragilità, dello sconforto, della debolezza. Sembra strano? Eppure è la sola cosa da fare.

    Obermann

  3. ibridamenti ha detto:

    la responsabilità la ritrovi appena ti rialzi in piedi. Ma fermarsi si può. Fermarsi almeno un pò, si deve 😉

  4. Naima ha detto:

    la responsabilità è anche quella verso sè stessi. se fermarsi un pò diventa una priorità…che pausa sia. il resto può aspettare, quasi sempre.

  5. LaPoetessaRossa ha detto:

    Fermarsi non vuol dire restare indietro, non è una debolezza in quanto tale, una debolezza assoluta. Non esiste la classifica degli stati d’animo vincenti. Non ci si può mai fermare davvero però: è proprio impossibile, è come se pensassimo di smettere di respirare. Possiamo rallentare, metterci ai lati del flusso, provare a vederlo dal di fuori, per capirlo anche, perché rallentando cambiamo prospettiva. E non è che sia un atto irresponsabile. Che poi irresponsabili ci vedono gli altri perché usciamo per un momento dai nostri comportamenti prevedibili (o addirittura previsti). E sì, sarei irresponsabile se non rientrassi nel flusso. Ma lo sarei anche se proseguissi sempre alla stessa velocità. Ma posso anche pensare di andare più veloce se mi va, e la reazione degli altri potrà forse essere la stessa: darmi dell’irresponsabile. Ammettere con noi stessi la nostra fragilità è un atto responsabile, coraggioso e da rispettare. La responsabilità è sempre in rapporto agli altri, ma questo rapporto non deve essere condizionante: rispettare una scelta è una forma altissima di responsabilità e non perché implichi la giustificazione di un’azione. E’ una questione di empatia.

  6. utente anonimo ha detto:

    se guardi un po’ piu’ in la’, lungo il cammino, seduta su quella pietra, con i gomiti sulle gambe e il viso tra le mani, a guardare, a pensare, e forse a piangere o sorridere un po’…ci sono anch’io.
    Un abbraccio,
    Melogrande.
    TIALORI

  7. ombrellina ha detto:

    Perchè no? guarda che se ti fermi un pochino sul ciglio della strada e fai un laghetto di lacrime non succede niente…anzi, ti fa bene!

  8. ombrellina ha detto:

    perchè no? guarda che se ti fermi un pochino sul ciglio della strada e fai un laghetto di lacrime non succede niente…anzi, ti fa bene!

  9. ombrellina ha detto:

    (splinder è pazzo)

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