Specchio delle mie brame

Però.
Non è niente male, venire a sapere di aver capito da soli una cosa che sta sui libri di psicologia.

Il Mirroring.
Avete presente quando si prova un’ antipatia profonda ed irrazionale per una persona ?
Non sto parlando di antipatia normale, quella che può capitare fra amici, colleghi o conoscenti, sto parlando proprio di un’ ostilità istintiva e preconcetta. Una questione di pelle e di pancia.
Pensate ad una persona che proprio non riuscite a sopportare, che se solo la vedete da lontano già vi si guasta la giornata, e quando vi accorgete che si sta dirigendo proprio verso di voi già vi preincazzate, prima ancora che abbia aperto bocca, prima ancora di sapere che vuole, magari solo salutare.
Non volete essere salutati da quello lì.
Vi fa girare le palle a prescindere, diciamo. Ci siete ? Ecco.
La prossima volta fate una prova, superate l’ istinto di prenderlo a schiaffi “a prescindere” e cominciate invece a studiarlo con attenzione e cura, come se fosse un importante soggetto di studio (in fondo c’è anche gente che studia gli scarafaggi, no ?).
 
Perché quella persona vi somiglia.
E’ è la vostra Ombra.
Il vostro rimosso.
Quello che non volete vedere di voi stessi.
Quello che vi siete sempre rimproverati, che avete passato la vita a combattere, che avete cacciato in un angolino, o nascosto sotto il tappeto.
Ma non ucciso, forse. Non del tutto, perlomeno.
Da qualche parte cova ancora, come la brace sotto la cenere quando il fuoco si è spento.
Come il dottor Jekill e Mr Hide.
Che cosa di preciso vi da così tanto fastidio, che cosa vi irrita così tanto da volergli saltare alla gola ?
La mancanza di carattere, forse.
Oppure la mediocrità, la banalità dei luoghi comuni con cui si esprime.
L’ incapacità di decidere. La mancanza di fantasia. L’ insensibilità. L’ egoismo. L’ opportunismo. L’ avarizia.
Qualsiasi cosa identifichiate come origine della vostra ostilità viscerale, ebbene, quella cosa state sicuri che ce l’ avevate anche voi, vergognandovi profondamente di averla.
Di sicuro avete combattuto o state ancora combattendo una disperata battaglia per superarla, quella cosa, per migliorarvi, e vi pare di esserci perfino riusciti, di avere fatto bei progressi almeno.
Non volete essere come lui.
Non siete più così, voi, siete migliorati, grazie al cielo ed a sforzi sovrumani su voi stessi, che sapete solo voi cosa vi sono costati.
Quello invece no. 
Non ha combattuto nessuna  battaglia, non ha pagato nessun prezzo, manco gli viene in mente di avere qualcosa che non va, ce li ha ancora lì in piena vista, tutti i suoi difetti. 
Pare perfino un po’ goderci ad esibire le sue miserie.
E gli altri,  non s’ accorgono gli altri di che razza di merda umana è ? Sono ciechi ?
Ecco l’ origine del preincazzo, dell’ istinto omicida.
Rende manifesto ciò che voi avete rimosso,  ve lo spiattella davanti agli occhi,  in piena luce.
E’ interessante questa faccenda, no ?
Perfino utile, se lo sapete, potete usarla quanto meno per marcare i progressi, oppure per vedere se c’è ancora qualche lato oscuro di cui non siete ancora ben consapevoli.
Studiatelo, studiatelo …
 

http://stat.radioblogclub.com/radio.blog/skins/mini/player.swf

 

Tutto contento della mia illuminazione, cerco qualcuno a cui rivelarla.
“Bella scoperta”, mi risponde questa consulente, “si chiama Mirroring, è un fenomeno descritto in tutti i libri di psicologia…”.
“Vabbè, e che vorresti dire, guarda che io non ho studiato psicologia, ci sono arrivato da solo io, oh”.
“Perché ti stai incazzando ?”
Già. Perché ?
 
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9 commenti su “Specchio delle mie brame

  1. Naima ha detto:

    quando si ha l’ardire di porsi qualche domanda (scomoda) in più, ci si ritrova spesso stupefatti… ed è giusto esserlo perchè la difficoltà appena superata non è stata tanto quella di arrivare ad una risposta quanto piuttosto quella di essersi posti quella domanda;)

  2. utente anonimo ha detto:

    stampo il post. Me lo leggo con la carta tra le dita. Con calma.
    Dopo una giornata di lavoro lunga ed estenuante…Mi fara’ bene, scommettiamo?
    Ciao Melogrande.
    Loredana

  3. utente anonimo ha detto:

    Mi capitava spesso di provare antipatia per persone che non conoscevo, persone che incontravo per la prima volta. Sentivo che non mi piacevano ancora prima che aprissero bocca. Qualcosa in loro già me li rendeva antipatici. Forse era il loro modo di porsi, di atteggiarsi.
    Antipatia che allora mi sembrava normale tanto quanto quella che talvolta proviamo per le persone che conosciamo, per le persone con le quali lavoriamo, viviamo. Vi sono momenti nei quali anche gli amici, gli amanti ci sono antipatici.
    Oggi so che invece era un’antipatia irrazionale, incontrollabile. Un’antipatia insuperabile in quanto mai a queste persone che ci risultano antipatiche da subito concediamo una seconda possibilità (ma quante volte invece desideriamo sia concessa a noi!). Un’antipatia “eterna”, un’antipatia destinata a rimanere tale per sempre.
    In queste persone che non mi piacevano vedevo quelle cose che non volevo ammettere fossero anche mie. Una nota saccente. Un atteggiamento spocchioso. Una leggera superiorità. Talvolta egoismo. Magari indifferenza. Qualche volta un affermazione banale. Una punta di invidia. Un po’ di arroganza.
    Guardavo loro e vedevo un po’ delle cose di me che non mi piacevano. In queste persone vedevo quelle cose che nascondevo agli altri (sperando che nessuno le vedesse. Invece si vedono sempre. Soprattutto le persone che stimi le vedono sempre.
    Non poteva essere. Io ero certamente altro.
    Ho studiato loro e le persone che con loro entravano in contatto, e fra queste quelle che io stimavo. Spesso sui loro visi ho visto un senso di fastidio, di insofferenza.
    Quel fastidio, quella insofferenza credo siano state le cose che mi hanno indotto ad impegnarmi seriamente per provare a cambiare. Volevo andare oltre.
    Oggi queste antipatie “di pelle” sono più rare. Non la provo più nemmeno per quelli nei confronti dei quali era più intensa (ed erano un buon numero).
    Non posso negare che talvolta ci ricasco ma ora so cosa fare.

    Non che quelle persone ora mi siano simpatiche, questo no. Solo non sono più lo specchio in cui vedevo alcuni dei miei atteggiamenti. Oggi queste persone mi sono antipatiche nel modo normale, solito.

    Demian

  4. utente anonimo ha detto:

    segnalo un errore di battitura
    “una afferamzione”. La fretta!

    Demian

  5. utente anonimo ha detto:

    si vede che questa mattina ho fretta o forse la testa manca un pò.
    per oggi niente più commenti.

    Demian

  6. utente anonimo ha detto:

    io invece non sapevo del mirroring, e così da oggi proverò a guardare con occhi diversi le persone che non sopporto. Ma è proprio possibile che io assomigli a quella insopportabile collega che si sta avvicinando per salutarmi? NOOO!!!!!

  7. utente anonimo ha detto:

    a caldo mi viene da pensare che, in realtà, le persone che mi irritano di più, non sono quelli in cui ritrovo, in fondo in fondo, i miei difetti, ma sono quelli che non hanno un minimo di autocontrollo. Spesso è vero, ritrovo in loro qualcosa a cui a fatica ho rinunciato per essere una persona migliore (sperare di esserlo) e quindi vedere che non fanno un minimo sforzo non mi sembra giusto; ma altre volte invece mi infastidisce proprio solo la pigrizia, il non aver voglia, il non trovare il tempo per riflettere su se stessi, sui rapporti con gli altri.. prima di andare a letto o sdraiati sul divano.. o in qualsiasi altro momento della giornata..mai un attimo della propria vita dedicato a se stessi per diventare una persona migliore. In fondo sono persone egoiste.

  8. melogrande ha detto:

    E se fosse proprio quella, la tua battaglia ?
    Trovare il tempo da dedicare a se stessi per diventare una persona migliore ?
    Combattendo con tutti gli impegni della vita quotidiana ?

    Questo spiegherebbe l’ irritazione verso chi quello sforzo nemmeno ci prova a farlo.

    Solo tu puoi rispondere, è chiaro…

  9. utente anonimo ha detto:

    certamente non posso dire di sapere già la risposta, devo rifletterci un po’ su… questo me ne dà l’occasione ed io la colgo. Grazie melogrande.

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