Questo vento agita anche me…

C’è vento forte stanotte, non si riesce dormire.
La baracca del cantiere è un container prefabbricato, investita dalle raffiche cigola, si muove, vibra.
Una serie di rumori irregolari che uniti al rombo basso del condizionatore ed alcuni spiragli di luce che filtrano attraverso i tendaggi approssimativi rendono difficile prendere, o riprendere sonno.
E quando non si prende sonno arrivano i fantasmi, entrano, si accomodano, la fanno da padrone.
I fantasmi della vita professionale, le difficoltà, i contrasti, qualche ingiustizia subita, i tradimenti veri o presunti, perché di notte le ombre si ingigantiscono e si fanno minacciose, anche un barboncino sembra il mastino dei Baskerville.
I fantasmi personali, il tempo che passa, le prospettive che si restringono, la vita affettiva che va dove non dovrebbe. Le occasioni mancate o lasciate cadere, le volte che è parso di avere la vita in equilibrio sul palmo della mano, con un soffio si sarebbe potuto mandarla da un’ altra parte, in modo che le cose andassero diversamente, chissà poi se meglio o peggio, non è quello il punto, il punto è il peso di tutti i non futuri o futuri potenziali che stanotte sono qui ai piedi del letto e mi guardano con aria interrogativa ed un po’ incazzosa..
Come se poi fosse colpa mia di non averli scelti, di aver lasciato realizzare altro.
Meglio o peggio, non c’è mai la prova, la vita è un colpo singolo, il risultato di tutte le scelte fatte o non fatte, un risultato unico individuale e compiuto. Non c’è spazio per scenari alternativi.

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Stamattina c’è ancora tempesta di sabbia.
Il deserto assume un aspetto strano in questi casi, c’è una luminosità innaturale ed un cielo grigio fumo che fa contrasto col vento caldo puntato in faccia. E poi la nebbia, che è ancora sabbia ma sembra nebbia, e dà l’ impressione di trovarsi nel deserto con una giornata uggiosa, padana, ma con un caldo a quaranta gradi.
La sabbia non si ferma fuori e non la ferma la porta della baracca, è entrata dappertutto,m depositandosi su mobili e poltrona, sul letto, rendendo persino scivoloso il pavimento.
Equilibrio precario, per l’ appunto.
 
Non invidio il filippino che stamattina farà le pulizie.
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10 commenti su “Questo vento agita anche me…

  1. cieloambrato ha detto:

    E’ così, forse per te il vento, per altri altre cose, ma è la notte la salita più dura. E’ la notte che entri nel combattimento della vita e ne esci vittorioso o sconfitto, dipende dalle forze che hai in quel momento, in quella notte. Ciò che resta poi, è quel senso di spossatezza, la sabbia che ti entra e resta negli occhi per tutto il giorno, e un amarezza profonda, perchè, come dici tu, ho forse scelto io la direzione (a volte non si può proprio fare diversamente). Vinto o vincitore del combattimento notturno si ha comunque bisogno di un filippino, o chi per lui, che metta poi ordine e che ci permetta magari, di riposare.

    a presto

    cieloambrato

  2. Dilia61 ha detto:

    l’ho sempre visto come molto romantico il deserto… tu mi ricordi che non sempre e’ cosi ))))

  3. utente anonimo ha detto:

    La mia anima è abitata da tanti fantasmi e non tutti buoni.
    Talvolta vorrei poterne dimenticare qualcuno, magari quelli un po’ più cattivi, quelli che non si arrendono. Allora chiudo tutte le porte della mia anima ma come i ricordi, così i fantasmi ne conoscono tutti i passaggi segreti ed allora li ritrovo tutti lì ad aspettarmi. Mi aspettano per riprendere i discorsi di sempre, i discorsi volutamente interrotti in un tempo che talvolta neanche ricordo.
    Impossibile dimenticare. Impossibile cancellare il tempo che è stato il loro tempo. Impossibile cambiare quel tempo. Quel tempo che è comunque stato un tempo della mia anima. Un tempo vissuto. Un tempo che forse allora ho voluto vivere. Eccoli lì tutti i miei fantasmi. Miei carri vecchi amati, ma anche odiati, quando sono cattivi, quando mi offrono solo uno sguardo truce.
    Che fare allora? Li porto con me. Li porto con me proprio per ricordare, per non dimenticare quella parte di me che oggi non sono più e non so che non voglio più essere. Ma anche per ricordare il tempo di chi è rimasto una presenza gentile, una presenza che in certi momenti riscalda la mia anima.
    Fantasmi da portare con me tutti, buoni e cattivi, per ripartire da dove l’equilibrio è venuto meno quando è venuto meno, per ripartire dal quel soffio del quale non siamo stati consapevoli se quel soffio ci è mancato.
    Fantasmi da portare con me per ripensare quei futuri che non sono stati.

    Lascio una poesia di Thomas Elliot che mi è tornata in mente mentre leggevo ciò che hai scritto e che poi mi ha fatto ripensare ai miei di fantasmi.

    Time present and time past
    Are both perhaps present in time future,
    And time future contained in time past.
    If all time is eternally present
    All time is unredeemable.
    What might have been is an abstraction
    Remaining a perpetual possibility
    Only in a world of speculation.
    What might have been and what has been
    Point to one end, which is always present.
    Footfalls echo in the memory
    Down the passage which we did not take
    Towards the door we never opened
    Into the rose-garden.

    Speriamo però che questa notte non mi vengano a trovare. Magari non hanno sentito i miei pensieri. E comunque questa notte no. Ho sonno e ho voglia di sogni belli.

    hesse

  4. utente anonimo ha detto:

    perdona sempre gli errori di battitura ma a quest’ora capita.

    “carri” è “cari”
    “non sono pù e che non voglio più essere”

    hesse

  5. zairaforever ha detto:

    notevole. profondo. come sempre.
    come l’anima del deserto.
    come ..te.

  6. melogrande ha detto:

    One road leads to paradise
    One road leads to pain
    One road leads to freedom
    But they all look the same

    Una strada porta al paradiso
    Una al dolore
    Una alla libertà
    Ma sembrano tutte uguali

    canta Calvin Russel perplesso davanti all’ ennesimo incrocio della sua vita tormentata.

    Che dire ?
    Che dire quando si viene presi dal dubbio che i commenti siano più belli del post ?

    Si ringraziano i viandanti, col cuore, che decidano poi loro se estendere o meno ai rispettivi fantasmi.

    Offrirvi ombra è un privilegio.

  7. utente anonimo ha detto:

    “…il tempo che passa, le prospettive che si restringono, la vita affettiva che va dove non dovrebbe. Le occasioni mancate o lasciate cadere, le volte che è parso di avere la vita in equilibrio sul palmo della mano, con un soffio si sarebbe potuto mandarla da un’ altra parte, in modo che le cose andassero diversamente…”…non ho ancora letto il resto. ma strappo un istante di questa tua conversazione e ne faccio empatia. scusa, volevo dire poesia. a dopo il resto.
    Loredana

  8. utente anonimo ha detto:

    Non ho saputo aspettare. Ho letto “il resto”. Una sferzata, dolce e violenta insieme, che sembra leggere in ogni singolo puntino di sospensione che quesgli stessi interrogativi hanno lasciato ai piedi, anche, del mio letto. E la parola che si stringe intorno ad un dolore, moussato con un po’ di nostalgia, si sospende nell’aria di questa mia insolita giornata. Come le particelle della tua sabbia, che forse e’ nebbia densa di punti interrogativi. Il tempo che passa, oggi volato via tra mille facce da ascoltare, guardare, soppesare, cui rispondere con frasi ripetute ormai a cantilena, mentre Loredana e’ andata altrove, a passaggiare chissa’ dove. Magari nella nebbia a cercare risposte che questa notte daro’ ai miei fantasmi. Riapriro’ la mano per cercare che qualcosa e’ rimasta, e decidere per un soffio se cambiarle direzione…
    Ciao Melogrande.
    Loredana

  9. utente anonimo ha detto:

    I fantasmi sono uomini e donne, idee, pensieri, scelte.

    hesse

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