Disastri, Apocalissi, Catastrofi

Sapere l’ origine delle parole le illumina dal di dentro.
Ci si trova assai più di quanto appaia a prima vista, un po’ come quando si fa amicizia con una persona all’ apparenza triste ed un po’ banale e ci si accorge che ha un mondo dentro e magari suona il sassofono in una jazz band…
D’ altra parte, da vicino nessuno è normale, si dice.
Con le parole è uguale, provare per credere e per il viandante che volesse mettersi in proprio c’è un comodo link ad un dizionario etimologico.
Il DISASTRO è abbastanza facile da capire, c’è un prefisso greco dis- che ha un significato negativo, di “male” come nella parola “dis-grazia”. Prefisso da non confondere con l’ analogo dis- di origine latina che invece significa separazione, allontanamento come in dis-attenzione o dis-boscamento. Il dis greco invece è proprio malefico, per cui un disastro è propriamente una cattiva stella.
L’ APOCALISSE è già più interessante, visto che di per se non sarebbe una cosa brutta, tutt’ altro.
Anche qui c’ è un prefisso greco apo- che sta per “togliere”, “mettere via” più la parola “calipso” che non richiama ritmi sudamericani ma semmai l’ Odissea. E’ infatti il nome della ninfa, giovanissima e misteriosa, innamorata di Ulisse, che trattiene con sé per sette anni. Misteriosa anche nel nome, che viene da kalipsein, cioè coprire, nascondere, celare.
Magari semplicemente portava sempre il velo ed Ulisse la prendeva in giro.
Riassumendo quindi un’ apocalisse è un “togliere il velo che cela alla vista”, è una rivelazione. Il fatto è che nella tradizione paleocristiana (non solo San Giovanni) l’ apocalisse è la rivelazione finale, quella che precede la fine del mondo ed il giudizio universale. Da qui il significato apocalisse = finimondo.
La CATASTROFE è la più bella di tutte. Anche qui c’è il solito prefisso greco. Katà indica la direzione verso il basso, all’ ingiù, basta pensare alle catacombe. La parola strofe invece fa pensare alle poesie, e la cosa non è fuori luogo. Strofe significa girarsi indietro, fare dietro front. Il fatto è che nel teatro greco il coro recitava attraversando il palcoscenico e quando arrivava in fondo faceva una “strofe”, cioè un dietro front e tornava indietro. Inutile dire che il giro del coro corrispondeva ad un brano prefissato del testo, ad una “strofa” per l’ appunto. Ma se la strofa è un girarsi all’ indietro, una catastrofe è un girarsi sottosopra, una capovolgersi a testa in giù
Il mondo a gambe all’ aria.
Helter Skelter. I Beatles. Che altro ?
Quando ci vuole ci vuole.

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5 commenti su “Disastri, Apocalissi, Catastrofi

  1. EnricoDiPalma ha detto:

    Ottimo post per argomento più che interessante 😉

  2. Ariesignis ha detto:

    Queste capriole etimologiche mi hanno messo di buon umore (ed esserlo di prima mattina…è una gran cosa).

    E dire che si parlava di disastri, apocalissi e catastrofi!

  3. zcomezambo ha detto:

    faccio la figura del cinico se mi scappa da ridere, all’immagine di un mondo a gambe all’aria?
    o faccio la figura del musone, se poi l’immagine di un mondo sottosopra la ritrovo in prima pagina tutti i giorni?
    aw… la mia fantasia è stata stuzzicata: occorre che mi fermi, prima di intasare tutta la pagina. e rivoltarla all’incontrario: quella sì, sarebbe una catastrofe.

    saluti!
    Z

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