La città appartiene al sassofono

La città appartiene al sassofono.
E ai poeti imagisti.
Nella poesia In a station of the metro, Ezra Pound propone “l’ apparizione di queste facce nella folla” come “petali su un nero ramo umido”.
Un’ immaginazione erotica pervade le grandi città.
Le amiamo perché ci mantengono nei loro corpi, ci eccitano, ci sfibrano, non ci fanno andar via.
Oppure le lasciamo come un amante, perché non ne possiamo più.
L’ eros che emana uno sconosciuto, in un bar, nella sala d’ attesa di un ufficio. Possibilità di seduzione su un pulman che attraversa la città: non i contorni e le costituzioni di corpi agresti, ma corpi cittadini pieni di fascino.
Innamorarsi sulla Senna. Sulla nave. Ponti, banchine, sottili canali in inverno, anche le pietre della pavimentazione sono innamorate.
E dove c’è l’ amore, c’è la rivoluzione: le città sono il cuore della polis animato da fervida passione politica.
James Hillman – L’ anima dei luoghi
Questo non è un post.
Cosa posso aggiungere, a parte togliermi il cappello?
Grande, Hillman.

 

 

 

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6 commenti su “La città appartiene al sassofono

  1. wonderely ha detto:

    ciao, ho appena creato il mio nuovo blog!ora lo sto pubblicizzando…se vuoi passa a farmi visita!ciao

  2. SiN4Psi ha detto:

    mi sembra proprio un bel POST invece.

  3. melogrande ha detto:

    …è che mi piacerebbe essere capace di scriverla io, una cosa del genere, o anche solo arrivarci…

  4. utente anonimo ha detto:

    Ancora rileggendo Calvino
    «Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi.

    Calvino – Lezioni americane

    hesse

  5. utente anonimo ha detto:

    D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. »
    (Marco Polo)

    Obermann

  6. melogrande ha detto:

    Qualcuno ha detto che la città ha la storia, solo la città. La campagna no, si ripete uguale con le stagioni. Ma le pietre della città contengono la storia. Questo fa la differenza.

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